Nave

Zattere e piroghe
La navigazione ebbe origine intorno a cinquantamila anni fa con la zattera e con la piroga, ma solo negli ultimi 5000 anni la piroga si evolse nello scafo pontato con ossatura e fasciame.
La triera fu realizzata per la guerra dagli ateniesi nel sec. VII a. C. Era lunga 40 m e larga 4,5 m, con 29 banchi per lato (banda) e 3 remi per banco e vela quadra. Dalla triera derivarono la triremi e la quinquiremi romane, il dromone bizantino e la galea mediterranea.
Anche la nave per gli usi mercantili, con un albero e pennoni con vele quadre, fu inventata dagli ateniesi e fu il modello per la oneraria romana, l’ acazia bizantina, la galea grossa, la cocca.
Fin dai primi anni del sec. XII e sino alle soglie dell’800 si diffusero la galea sottile (al massimo lunga 50 m e larga 6) come nave militare e come nave mercantile la galea grossa. La galea solcò i mari fino alle soglie dell’Ottocento. Una versione più piccola della galea fu la galeotta; e più piccolo ancora il bergantino o brigantino

Le navi a vela
Agli inizi del Trecento venne introdotta una nave per la navigazione oceanica, più agile e più sicura della galea grossa: la cocca.
Dalla cocca derivarono la caravela dei catalani e la nao dei portoghesi: la prima presentava evidenti influssi dal carib arabo, con tre alberi a vele latine; la seconda, più tondeggiante, aveva tre e anche quattro alberi a vele quadre.
Derivate dalla galea e dalla cocca, furono poi le navi del Cinque e Seicento con alberi di trinchetto e di maestra con pennoni e vele quadre e albero di mezzana con antenna e vela latina: la caracca ed il galeone. Nel Seicento l’attrezzatura del bastimento a vela si perfezionò: scafi più lunghi e affinati, foderatura in rame della carena, aumento della superficie velica e del suo frazionamento con l’introduzione dei velacci e dei controvelacci e, delle rande allo scopo di poter stringere il vento. Si svilupparono le vele latine dette “di taglio”: ai fiocchi e ai controfiocchi, dall’albero di trinchetto al bompresso e all’asta di fiocco, si aggiunsero le vele di strallo dall’albero di maestra al trinchetto e dall’albero di mezzana a quello di maestra. Nell’Ottocento e fino ai primi decenni del Novecento i tipici bastimenti a vela erano: il brigantino, con due alberi a vele quadre; la goletta, con due alberi a vele auriche, la nave. goletta con tre alberi di cui il trinchetto a vele quadre e maestra e mezzana a vele auriche; il brigantino a palo con due alberi a vele quadre e un palo, ossia albero senza pennoni, a poppa. Verso il 1832 negli Stati Uniti si costruirono i clippers, bastimenti dagli scafi affinati, attrezzati a goletta o più comunemente a nave e particolarmente adatti per il trasporto oceanico veloce di merci pregiate e di passeggeri.

Arriva il vapore
Ad inizio 800 la propulsione a vapore iniziò il suo ingresso trionfale.
Nel 1807 l’americano Robert Fulton, con il Clermont, poté risalire l’Hudson da New York ad Albany impiegando 32 ore.
Apparve poi, nel 1824, il primo piroscafo in ferro: l’Araon Manby.
Nel 1831 nacque a Londra il primo cantiere per costruzioni navali in ferro; dopo pochi anni ogni perplessità sulla convenienza dello scafo metallico fu superata. Quasi contemporanea all’adozione fu l’adozione dell’ elica, che in breve sostituì le ruote a pale. Con la propulsione a vapore, la costruzione in ferro e l’elica, si svilupparono gli studi sulla resistenza e le forme di carena. La turbina a vapore, proposta da Parsons nel 1880, sarà impiegata per la prima volta sui transatlantici inglesi tipo Carmania e Mauretania nel 1905.
Le navi militari e mercantili acquistarono una nuova fisionomia e si differenziarono nei diversi tipi per i diversi impieghi: nacquero la corazzata e l’ incrociatore, la silurante e il sommergibile; il lussuoso e veloce transatlantico e la più modesta nave da carico. Nel 1885 la tedesca Glückauf di 2000 t fu la prima nave cisterna, poi petroliera.

Dal 1830 le traversate per mare con mezzi a vapore rappresentarono, per i turisti dell’epoca ovviamente ricchi e nobili personaggi, il mezzo ideale la cui meta fissa erano le crociere nel Mediterraneo. Per oltre 20 anni la nave a vapore rappresentò il mezzo più veloce, negli anni 1840 i piroscafi inglesi impiegavano 17 giorni per percorrere la rotta Southampton-Alessandria d’Egitto, viaggio che compiuto via terra richiedeva tre settimane. Ma presto il vapore modificò anche i trasporti via terra. Con l’avvento di treni e navi a vapore se prima le distanze venivano calcolate in giorni, ora venivano misurate in ore.

Per i passeggeri di piroscafi di prima classe lo standard di lusso era garantito dal cospicuo costo del biglietto, anche se la vita a bordo dei piroscafi aveva i suoi lati negativi anche per i ricchi turisti. Come precisò William Flower durante una traversata in Egitto datata 1894:

“il passeggero…si trova stipato in una cabina scura e piccolissima, con due o tre compagni poco simpatici, sdraiato su un ripiano stretto e duro, gli oblò ermeticamente chiusi, e l’aria che respira è avvelenata da odori disgustosi, di cui il puzzo nauseante dell’olio dei motori è uno dei meno sgradevoli; la pioggia che scroscia sul ponte rende la fuga da questa prigione, anche solo per pochi minuti, impossibile…pensa che darebbe tutti i suoi averi per un soffio di aria pura o alcune ore di tregua da questo baccano continuo di motori dentro e delle onde fuori”