Sull’onda ormai consolidata dei viaggi organizzati dall’Agenzia Cook e le nuove agenzie emergenti, il concetto di facilitare la vacanza e organizzare il tempo libero prese una svolta decisiva, le cui conseguenze sono ancora oggi visibili. Non si trattava solo più di aiutare il turista, di provvedere cioè al biglietto di un treno, alla prenotazione alberghiera, a tutti quei servizi cioè che lo accompagnavano e guidavano durante un viaggio all’estero. Era venuto il momento di offrire ai viaggiatori sempre più propensi ad evitare problemi o seccature, qualcosa di ancor più completo. Inoltre, bisognava aumentare il numero di turisti e quindi ricorrere alle classi sociali inferiori, per incrementare di conseguenza la richiesta. Lo schema derivante non era solo da intendersi esclusivamente applicato per scopi turistici, infatti il coinvolgimento dei ceti più bassi della società coincise anche con le politiche sociali di quel periodo. In Europa a partire dagli anni ’20 del Novecento, si svilupparono nuovi tipi di strutture ricettive, i resort (inglese: luogo di soggiorno, to resort: recarsi in massa), spesso ispirati ad ideologie diverse: campi di vacanza socialisti in Gran Bretagna, attività per il tempo libero del fronte popolare in Francia e così via. Strutture ricettive per il tempo libero che includevano servizi, quali vitto, alloggio, ricreazione. Tutto in una sola struttura dove si concentravano migliaia di persone.

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L’esperimento più ambizioso ricevette il Grand Prix all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937: la struttura prevedeva di ospitare 20.000 turisti contem-poraneamente in un complesso alberghiero fornito di ogni servizio inclusa una piccola linea ferroviaria interna al complesso, per facilitare le comunicazioni tra le varie aree poichè sarebbe stato immenso. La prima pietra fu posta nel 1936 e il progetto fu chiamato KdF-Seebad Rugen e faceva parte del piano di controllo del tempo libero del partito nazista tedesco, Kraft durch Freude (la forza attraverso la gioia). Fra il 1934 e il 1939 i programmi vacanze KdF produssero 7 milioni di “pacchetti tutto incluso”, un avvenimento dalle proporzioni strabilianti rivolto alla fascia sociale più debole. Si trattava solo di un’ anticipazione del turismo di massa portato all’estremo: se la struttura premiata a Parigi fosse stata finita (la guerra interruppe la costruzione) e occupata a pieno regime, ogni ospite avrebbe avuto a disposizione 5 metri quadrati di spazio.

” Per due Reichsmark il turista riceveva vitto, alloggio, costume, asciugamani, sedie da spiaggia”.

Il resort moderno
Se attività turistiche collettive ormai erano rivolte ai ceti sociali più bassi, lo sviluppo di forme alternative cioè destinate ad un uso più esclusivo continuarono a sorgere in ogni parte del mondo. Le caratteristiche erano identiche, ma il servizio ovviamente era di prima classe in luoghi esclusivi. Alle Hawai, ancora oggi mito vacanziero del background culturale di massa, fu il luogo in cui nacque negli anni venti del ‘900 il concetto di un nuovo tipo di resort totale, un villaggio per persone molto benestanti come il mitico Royal Hawaian Hotel.
Anche se spesso il ciclo di vita del resort è breve, l’idea del resort totale continua ad attirare capitali perché è un concetto che contribuisce a controllare meglio come i turisti spendono il loro denaro, la loro spesa globale!
Infatti il resort totale materializza, con le sue componenti, un concetto di paradiso artificiale che è ancora molto diffuso: tutto deve essere a portata di mano. In questa direzione d’altronde va lo sviluppo dei grandi centri commerciali dotati ormai di ristoranti cinema, teatri e quant’altro offre l’industria dell’entertainment e impellono già progetti architettonici che vedranno applicato lo stesso concetto anche attorno alle strutture sportive come ad esempio i campi di calcio.
Così abbiamo assistito negli ultimi decenni al rinnovamento di varie interpretazioni di resort totali: Las Vegas regna sovrana con il romanico Caesar’s Roman Palace, oppure il New-York-New-York, megahotel degli anni ’90 dotati di montagne rocciose per la visita di Manhattan.

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Ma il resort che in assoluto oggi rappresenta l’ideale di vacanza tutto compreso è senz’altro la crociera, che poco ha a che vedere con quelle dell’epoca dei liners.
Nella crociera forse il resort totale assume la sua forma più completa e perfetta: l’enorme nave con ogni tipo di servizio, comodità, negozio, attività, aggiunge alle caratteristiche del resort l’isolamento dal resto del mondo proprio di una nave in mezzo al mare. Forse nella diffusione di un immaginario collettivo della crociera ha contribuito il famoso telefilm Love Boat, ambientato sull’allora splendida Pacific Princess della Princess Cruises. Di fatto i cantieri per la costruzione di navi e i pacchetti offerti sono in ascesa. L’ultima generazione di navi da crociera , giganti di oltre 100.000 tonnellate lunghi 300 metri, sembrano condomini galleggianti.

Infine un’altra forma assunta nel costante revival del resort totale si potrebbe catalogare come “resort sauvage”, ovvero la perfetta riproduzione in loco di atmosfere esotiche come l’immaginario romantico e letterario suggerirebbe pensando all’Africa di Karen Blixen, per citarne la più gettonata. Resort dove, a parte la quasi totale sicurezza di non incorrere in insetti voraci, grazie alle condizioni igienicamente sterili, quasi da sembrare “sotto-vuoto”, l’architettura degli spazi, gli ambienti, le atmosfere e in alcuni casi addirittura gli accessori quotidiani, rievocano le atmosfere delle grandi esplorazioni del passato in puro stile Old-England. Tutto qui è studiato alla perfezione affinchè il turista possa immedesimarsi e rivivere il tempo che fu. E’ l’obiettivo del progetto Lifestyle Show, l”industria del marketing emozionale…che “esplora”, ma bisognerebbe forse dire, “sonda”, il mondo del desiderio, ma che nella realtà è stato considerato come la prima risposta concreta ad una richiesta crescente dei consumatori: beni e servizi capaci di emozionare e di rappresentare cioè uno stile di vita. Non è la trama di un romanzo di Aldous Huxley, ma il prossimo futuro. Il programma, ambizioso e inquietante, propone temi ineccepibilmente accattivanti come: i viaggi da sogno, alberghi raffinati e di charme, eclettici e sfarzosi, artistici, scenografici o minimalisti. “Notti da indossare su misura, in dimore prestigiose, oasi incontaminate ed esotiche…”.Tutto compreso.