Oceania – 1947 KON-TIK

Un’incredibile avventura
Come hanno fatto sei uomini e un pappagallo a percorrere ottomila chilometri d’ Oceano a bordo di una zattera di balsa? Ecco una delle imprese più appassionanti e divertenti della storia delle esplorazioni: Kon Tiki. Nessun membro dell’equipaggio era marinaio e la zattera la costruirono con le loro mani!

La leggenda del Re Inca
Partita il 18 Aprile del 1947 dal porto di Callao- Perù, la Kon Tiki ha raggiunto, dopo 101 giorni di navigazione, le minuscole isole dell’arcipelago della Polinesia. Ottomila chilometri attraverso l’Oceano Pacifico per dimostrare che la leggenda del Re Inca Kon Tiki, non era solo una fantasia di un vecchio polinesiano. Chi erano i Polinesiani? Era vero che provenivano dal sud America?

Origine dei Polinesiani
E’ proprio in Polinesia che il fautore della spedizione, l’esploratore norvegese Thor Heyerdahl, apprende dal racconto di un vecchio isolano, che la terra d’origine dei suoi antenati si trovava a Oriente e che erano approdati in Polinesia a bordo di una zattera di legno di balsa per volontà del re-divinità Inca Tiki.
“Dalla scoperta dell’America, l’arcipelago del Pacifico è stato oggetto di numerosi studi e ricerche, ma mai si era giunti alla concordia delle opinioni sull’origine di questa razza”.

Un racconto appassionante
Heyerdahl assieme ad altri cinque uomini partirono per il Perù, andarono nella giungla ad abbattere i grandi alberi di balsa, costruirono la zattera perfettamente identica a quelle che gli Inca utilizzavano secoli prima e attraversarono l’Oceano. Un’impresa fuori della logica umana, definita “assurda”.

Cosa significa allestire una spedizione come questa? Da che parte s’incomincia? Come si finanziarono i sei uomini? A tutti questi interrogativi ha risposto Thor Heyerdhal nel suo racconto che è stato tradotto in più di 60 lingue. La riuscita della spedizione Kon-Tiki, lasciò sconcertato il mondo intero. Heyerdahl e i suoi compagni di viaggio, Hermann Watzinger, Knut Haugland, Torstein Raaby, Erik Hesselberg e Bengt Danielsson, non solo riuscirono a raggiungere la Polinesia, ma vi giunsero illesi e la zattera non affondò, impregnandosi d’acqua, come molti avevano previsto.
Passione, energia, spirito d’avventura e l’obiettiva difficoltà dell’impresa s’alternano nell’appassionato racconto, il ritmo incalzante e la verve um