Dromomania

Nel 1880 Albert Dadas, all’età di ventisei anni un impiegato di Bordeaux venne soprannominato “il viaggiatore che non si fermava mai”.
Era affetto dalla sindrome chiamata Dromomania.

Ogni volta che sentiva il nome di un luogo, Albert Dadas era costretto ad andarci, cosi’ girovagò per l’Europa e l’Africa, scorticandosi i piedi all’inverosimile. Percorreva anche 70 chilometri al giorno. Fu trattato da pazzo.

“La dromomania rientra nella serie delle malattie mentali transitorie, collegate a usi e costumi di un’epoca e poi destinate a dissolversi”. Il viaggio infatti esercitava all’epoca un trascinante potere di suggestione e, al tempo stesso, rappresentava l’espediente di fuga dagli obblighi sociali, fra i quali l’arruolamento nell’esercito. Una nevrosi vera e propria, in un contesto storico e sociale fatto di usi e abitudini dilaganti che, s’insinuava nella mente dei soggetti più deboli o forse solo piu’suggestionabili. A nulla serviva immobilizzare il paziente, alla prima occasione egli fuggiva e riprendeva il suo febbricitante peregrinare.

Con le avvisaglie della I° Guerra Mondiale, il turismo di massa subi’ un brusco ridimensionamento e la Dromomania scomparve. Ormai nessuno piu’ la menziona.

Citato in: ttl N. 1201 11 Marzo 2000
Ian Hacking, I viaggiatori folli, Carocci