Un protagonista: Albert Tissandier

Aeronauta francese (Anglure 1839-Juraçon 1906) e architetto, nel 1875 prese parte alla spedizione scientifica dell’aerostato Zénith. Tra il 1881 e il 1883 con il fratello Gaston progettò e realizzò alcuni piccoli dirigibili con elica mossa da motore elettrico. Sin dall’epoca antica si comprese che una vista panoramica del campo dell’area di operazioni era un vantaggio militare: con l’espandersi nello spazio delle guerre e dei teatri operativi la necessità di “vedere” l’avversario prima e durante lo scontro divenne un elemento di primaria importanza. È con la fine del ‘700 che si hanno le prime informazioni di ricognizioni con palloni frenati. Questo nuovo elemento forniva al comandante sul campo un occhio che vedeva lontano, ma non era sufficiente per diversi motivi: non era il “suo” occhio, e l’osservatore sul pallone spesso non comprendeva ciò che avrebbe capito il comandante se avesse potuto vedere per conto proprio; il pallone era immobile e la visione era quindi fissa; gli oggetti in movimento potevano essere visti brevemente e il comandante doveva fidarsi del giudizio dell’osservatore per sapere quello che accadeva. Inoltre le informazioni da parte dell’osservatore potevano essere comunicate solo lanciando dei bigliettini scritti, ma l’osservatore non poteva ricevere informazioni. Ciò nonostante il pallone fu impiegato in attività militari: durante la guerra contro l’Austria e la Prussia i francesi misero in servizio un impianto da campo per la produzione di ossigeno e i palloni frenati svolsero un utile servizio.