Babbo Natale

Babbo Natale è in assoluto il viaggiatore più famoso del mondo, anche se tanti non ci credono. Comunque questo non è un sermone sul Natale, l’Astrolabio vi parlerà della sua storia, perché nella letteratura di viaggio sono esistiti viaggiatori che oggi definiremmo “virtuali”, cioè che non hanno mai viaggiato, ma che ci hanno fatto sognare, sia da adulti che da bambini: basti pensare a Emilio Salgari, chi meglio di lui seppe descrivere la giungla abitata dai Tugs?
Comunque sia, Babbo Natale è un viaggiatore e nessuno lo può negare: quanti chilometri riesce a percorrere in una notte, andando in giro per tutto il mondo?.

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Il primo portatore di doni nella storia, fu San Nicola, nato in Turchia da una ricca famiglia. Divenne vescovo nel IV secolo dopo Cristo e nel 1087 parecchi anni dopo la sua morte, vennero trafugate le spoglie da un gruppo di cavalieri italiani, i quali le portarono a Bari, dove sono tutt’ora conservate e di cui è divenuto il santo protettore. Tante sono le leggende a lui ispirate e che ogni anno vengono riproposte su riviste e quotidiani. Ma cosa c’entra il Polo Nord?

San Nicola era amato e venerato non solo in Italia, ma un po’ in tutta Europa, specie in Belgio e Olanda, dove veniva ricordato il 6 dicembre.
Quando gruppi di immigrati olandesi di spostarono in America e fondarono Nuova Amsterdam, divenuta in seguito New York, portarono anche le loro tradizioni, fra cui San Nicola, da loro chiamato Sinter Klass. Il personaggio piacque anche ai coloni inglesi che trasformarono il nome in Santa Claus. Nell’Ottocento, l’illustre professore Clement Clark Moore, scrisse un poemetto su Santa Claus dove raccontava che egli viaggiava con 8 renne, ognuna delle quali aveva ovviamente un nome. Grazie all’illustratore Thomas Nast, nel 1865 circa, vennero poi inventate la casa al Polo Nord, la lista dei bambini buoni e cattivi e la fabbrica dove vengono costruiti i giocattoli.

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Nel 1931 accadde l’imprevedibile: un disegnatore svedese di nome Haddon Sundblom, , fu incaricato di disegnare il personaggio di Babbo Natale, per conto dell’azienda che produceva la Coca Cola, la quale decise di utilizzarlo come testimonial nella pubblicità della famosa bevanda.
Vestito di rosso e bianco, quel vecchietto panciuto, divenne l’immagine che oggi tutti conosciamo bene, e certo il suo disegnatore non avrebbe potuto immaginare che ispirandosi ad un vicino di casa dall’aspetto decisamente florido e simpatico, avrebbe fatto tanto parlare della sua creatura.
Tra i tanti giochi che Babbo Natale porta ogni anno, uno dei più comuni un tempo, ma che resiste ai nuovi giochi computerizzati, è il Lego.

Lego, la cui parola è la contrazione di “leg godt”, ovvero divertiti, ha avuto in passato una pertinenza con i viaggi, o meglio, con il concetto di vacanza, di spiaggia, di sole e di mare. Lo dimostra il professore svedese di Etnologia europea, Orvar Lofgren in un suo saggio, dedicato alla evoluzione della storia delle vacanze, affrontando il tema della spiaggia.
Egli ricorda come negli anni novanta, la fabbrica di giocattoli LEGO, creò un mondo sovranazionale delle vacanze, chiamato Paradisa.
“Comprando il kit N. 6410, era possibile costruirsi una spiaggia con gli ingredienti fonamentali…1 palma, 2 cabine, 1 ombrellone, 2 sdraie, 1 tavola da surf, 1 mangianastri a pile, una coppia di turisti, bevande esotiche, 1 motoscafo”.

Il kit N. 6410 è meraviglioso e visionabile su internet!
Oltre al Paradisa c’era anche il Cubana Beach, la Holiday Home with Caravan (molto carina)ed infine la Holiday Ville. Il professore conclude dicendo: questo bricolage di attrezzi e attività, proviene da ambienti ed epoche diverse in tutto il mondo e ora, integrato e globalizzato, diviene un luogo familiare in cui è possibile giocare a fare l’adolescente, l’adulto, il turista.

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Ritornando a Babbo Natale, recentemente il caro vecchietto ha avuto un problema in più, non riuscendo a trovare il nuovo gioco della Lego, dal titolo Bionicle. Costato svariati milioni di euro, è liberamente ispirato all’arte e alla mitologia dei popoli del Pacifico. Ma i Maori hanno minacciato di perseguire l’azienda con l’accusa di aver saccheggiato la loro cultura. La popolazione indigena dei Maori ha avuto la meglio sul colosso dei giocattoli Lego. La società danese ha infatti ritirato dal mercato il gioco. Ai personaggi erano stati dati comuni nomi come Toa, Tohunga, Pohatu e Whenua che combatté per la liberazione dell’isola Mata Nui. La serie era ispirata a racconti del popolo di Rapa Nui, che viveva nell’Isola di Pasqua.
L ‘azienda danese ha capito di aver fatto un gran pasticcio e si è affrettata a rispondere a Babbo Natale con il seguente avviso:
“La Lego ha autonomamente deciso di ritirare dal mercato qualunque futuro prodotto della serie ispirata alla tradizione Maori o alla cultura indigena, in segno di rispetto delle questioni che abbiamo sollevato” Inoltre, la Lego ha offerto ai Maori di lavorare alla stesura di un codice di condotta da utilizzare nella fabbricazione di giocattoli ispirati alla cultura indigena.

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Povero babbo Natale, che fatica vivere ai giorni nostri, e ogni anno è peggio. Le renne non bastano più per soddisfare l’ingordigia del mondo del benessere, al posto delle letterine è sommerso dagli SMS e ci si mettono anche i giocattoli a farlo disperare. Quanti sforzi è costretto a fare per adeguarsi al presente, peccato che vada sempre a cacciarsi nei guai, come è accaduto in quel di Ferrara.
Era stato invitato in Piazza Cattedrale per il suo classico tour natalizio. Ma l’evento venne organizzato dall’Assessorato al Turismo del Comune di Ferrara in collaborazione con Mc Donald’s. Accadde il putiferio, e così per spiegargli l’inconveniente gli fecero recapitare un’altra letterina in cui si diceva quanto segue:
“Si parla tanto di battaglie per i prodotti tipici, il Comune investe ed investirà milioni per le mense biologiche nelle scuole, ci manca poco che il Consiglio comunale si dichiari OGM free, ed il nostro Assessorato al Turismo – non si capisce bene per quale ragione – permette di “usare” il simbolo natalizio per eccellenza per propagandare fra i bambini il modello alimentare più insano della nostra civiltà globalizzata. Il suggerimento – per il prossimo anno – è di tentare di coinvolgere i produttori locali (siamo certi che Babbo Natale apprezzerà una fetta di pampepato), firmato il Portavoce comunale di Ferrara, 21 dicembre 2000.

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Comunque, l’indirizzo a cui scrivere è:
Babbo Natale
Circolo Polare Artico,
96930 Rovaniemi,
Finlandia

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